
“Da quando nell’aprile del 1998 al lavoro del ristorante si è aggiunto quello della locanda la nostra vita è ulteriormente cambiata, con giornate scandite spesso da arrivi, partenze, sveglie, colazioni e foto ricordo. Viviamo in una delle cinque stanze della locanda ed il ritmo è quello classico casa-bottega, con la differenza che la bottega non chiude mai e la casa è sempre aperta per ospiti in arrivo o in partenza. Il maggior impegno e la maggior presenza che questa nuova attività richiede è però compensata dal piacere di incontrare persone sempre nuove con le quali in molti casi nasce inevitabilmente un rapporto di conoscenza e amicizia. La piccola dimensione, la conduzione famigliare e la tranquillità dell’ambiente inducono a contatti molto ravvicinati ed è così che lo spazio della colazione o del dopocena si dilata nella conversazione, nello scambio di idee, nella convivialità. Vivere in una locanda provoca una sensazione strana. Coabitare anche se per poco tempo con persone sconosciute, estranee, diverse…condividere momenti particolari della giornata: la notte, il riposo, il risveglio…entrare per una breve parentesi nella vita degli altri…E’ come se quel mare segreto e inquieto che è la vita di migliaia di esseri umani là fuori, decidesse con piccoli moti di lambire la soglia di casa nostra, lasciando di sé una miriade di tracce infinitesimali. Un approdo che ci fa condividere con tante persone l’intimità di un risveglio, il languore di una buonanotte, l’attesa di una partenza, la famigliarità di una chiaccherata dopo cena, magari al fresco, ad assaporare un calice di buon vino.”
*Tratto dal libro annata ’90 edito da Fausto e Stefania in occasione del loro decimo compleanno di attività.
*Tratto dal libro annata ’90 edito da Fausto e Stefania in occasione del loro decimo compleanno di attività.