Al centro del paese c’è la nostra casa. Questo è il Povero Diavolo, questi siamo noi, il nostro gruppo, la gatta principessa…
“Cos’è un ristorante? Un posto in cui piangere? Ridere? Soffrire, imparare, festeggiare, amare…? Non so bene che cosa renda al mio palato l’Osteria del Povero Diavolo, il posto in assoluto più denso di sapori. Forse c’è qualcosa della favola del “Piccolo Principe”… come quando ti innamori di una rosa e cominci a coltivarla, di una donna… o di un’osteria con quello che rappresenta e con “chi” la rappresenta. Fausto e Stefania ne hanno viste di cose mie. Mi sono sempre chiesto come ci si trovi ad essere spettatori di emozioni di tutti i clienti, abituali o meno, che ti passano davanti. Ai miei occhi loro sono la fine dei consueti 300 chilometri di viaggio, quelli che devo percorrere quando decido di ritagliarmi un pò di pace. Due facce neanche troppo allegre… ma io del resto ho sempre dubitato di chi ha la faccia troppo allegra. due facce innamorate, o che comunque si sono scelte, due facce che mi piace ritrovarmi davanti ogni tanto. E’ qui che ho scoperto il piacere di bere del buon vino… cena dopo cena mi sono costruito una cultura media che mi permette di fare una discreta figura ovunque vada. Il Povero Diavolo è stato ed è tutt’ora il posto in cui allevo e costruisco il mio piacere, ancora ricordo il sapore di piatti assaggiati anni fa. Il cibo del Povero Diavolo non posso fare a meno di tenerlo presente come termine di paragone… un punto di riferimento raramente eguagliato. Ci vediamo presto.”
Andrea Pezzi
* Tratto dal libro annata ’90 edito da Fausto e Stefania in occasione del loro decimo compleanno di attività





