C’è una cronologia di menu dedicati al 14 Febbraio che la cucina del Povero Diavolo ha tradotto in temi ed ispirazioni: nel 2009 “I colori della passione”, 2010 “Rituale d’amore”, 2011 “Gli aggettivi dell’amore , 2012 “Amori leggendari”.
San Valentino è un appuntamento che si presta con facilità ad interpretazioni “giocose” e letture dettagliate del vastissimo e complesso tema che lo racchiude : l’amore. Tante e molteplici sono le sue sfumature quante le possibilità di tradurle in evocazioni di sapori, in allegorie alchemiche, in narrazioni fantastiche dove un ingrediente s’ incontra con un’immagine, un cibo accarezza un’icona del sentimento, un mix d’ elementi richiama alla memoria un rapporto amoroso. Un gioco della fantasia che produce un effetto calamita fra il soggetto ed il suo corrispondente a tavola, spesso per analogia, più raramente per associazione d’idee, tirando a indovinare cosa può meglio rappresentare in un piatto un amore disperato, un amore cruento, un amore fedele, un amore travagliato. Le coppie leggendarie che prendon vita nei nostri piatti hanno un “marchio di fabbrica” abbastanza esplicito, come nel mito di Tristano e Isotta sulla cui tomba si avvinghiano da sempre un nocciolo e un caprifoglio, starà poi alla curiosità e fantasia di ciascuno arricchire o completare l’interpretazione con la propria personale sensibilità.
Amori Leggendari ♥
Adamo ed Eva Insalata di mela, cavolo, pecorino, erbe Ulisse e Penelope Maialino in 10 salse Tristano e Isotta Zuppa vegetale, nocciola Romeo e Giulietta Lasagna di coniglio e verdure Paolo e Francesca Stinco color sangue Federico e Giulietta Zabaione, pere e caffé
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Ogni caso… di Wislawa Szymborska
Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore
Ci potete contattare al 0541 675060


